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ONLYWWOD


Piccolo capoolavoro a Salivoli
Alessandro Camerini intervista Osvaldo Cartei


Passeggiavo sulla diga foranea, quando vidi transitare verso l’uscita del porto un oggetto meraviglioso; una piccola imbarcazione a vela  in lamellare di mogano  a vista e teak, dalla linea modernissima, ed un’ aria snob e sbarazzina allo stesso tempo. Stile e personalità da vendere, in mezzo a file di barche, più o meno belle, sostanzialmente tutte simili.

Rimasi incantato ad osservare la tughetta rotonda sul ponte immenso, e il dritto di prua verticale ed impertinente; l’amico con cui stavo passeggiando salutò l’uomo al timone, e mi riferì che  era l’armatore ed il costruttore di quella barca che stava uscendo per provare il corredo di vele. Tornai a casa felice di sapere che qualcuno avesse non solo pensato e voluto una cosa così bella, ma che l’avesse anche realizzata così bene e completamente da solo. La sera stessa il mio amico mi fornì il numero di telefono di Osvaldo Cartei, al quale chiesi subito di parlare di quella cosa lì.

Dopo pochi giorni ci siamo visti alla redazione di BdO , su Onlywood , ed in mare, per parlare di lei e vederla – elegantissima - tirare i primi bordi davanti al nostro porto.

E questa è, in breve, la storia del suo concepimento e, dopo una gestazione di quasi tre anni, della sua nascita, raccontata nell’intervista al suo ‘genitore’.

Ci sediamo nell’ampio pozzetto di Onlywood e gli occhi vanno a frugare tra i particolari: il quadro del motore e la leva dell’invertitore, la barra, le bitte ed il gavone centrale, uno snobissimo musone dell’ancora collocato di sbieco sulla falchetta del giardinetto di dritta. E la tuga di lamellare che , appoggiata su un ponte in teak quasi flush deck, sembra l’Auditorium del Parco della Musica di Renzo Piano. I  winches sono collocati su due supporti ricoperti in carbonio, che riprendono lo stesso motivo del collare della flangia di coperta dell’asse del timone.  Uno sguardo sottocoperta svela il ventre nudo della creatura; serrette, paratie, strutture, tutto a vista, lucido di coppale e sfacciatamente essenziale, con qualche citazione di carbonio. Le due strutture cilindriche destinate ad accogliere i fuochi e il lavandino sono opere di ebanisteria; le due panche della minuscola dinette, ideate dall’armatore/costruttore, potrebbero essere uscite dalla matita di Le Corbusier. Tra le due panche un pagliolo intarsiato  copre il ragno di madieri in legno, epoxy e carbonio tra cui alloggiano le piastre inox a U che reggono la chiglia. A prua due cuccette prendono luce da un lezioso piccolo oblò circolare.

Chiediamo a Cartei: “ Come ti è venuta l’idea di realizzare una barca come Ollywood?”

Cartei: “ Dopo essermi cimentato nel completamento di due gusci, un Barberis a vela di  32 ‘ ed un gozzo a motore di circa 27’, mi è venuta la voglia di realizzare completamente una barca; volevo farla di un materiale antico come il legno ma con le tecniche costruttive moderne”

BdO: “Come sei giunto al progetto di Onlywood”?

C. “Ho preso contatto con lo yacht designer Davide Zerbinati, che aveva curato l’omologazione CE del gozzo, e gli ho chiesto un progetto di poco meno di 9 metri, le cui linee d’acqua e di coperta, si ispirassero ad alcune barche: il Proteus 90, l’Eryd 30, il Tofinou 9, il Dehler 29, il Maxi Dolphin MD33, il B30. La volevo bella, bassa di bordo e di tuga, con ampi spazi liberi in coperta, e soprattutto molto robusta. Dopo alcune proposte, si è definito il progetto di Onlywood

BdO “Quali sono state le prime cose da fare?”

C. “Innanzitutto mi sono documentato sulla bibbia dell’autocostruttore , il testo del francese Pierre Gutelle ‘Come costruirsi la  barca in legno’ ed.  Mursia, oltre a  ‘ Costruzione moderna di barche in legno’ di Paolo Lodigiani ed. Hoepli. Poi ho trovato ospitalità nel terreno di un amico, dove ho installato il box che è divenuto il ‘cantiere’ e dove ho realizzato le attrezzature per la costruzione”.

BdO: “ Come è fatta Onlywood?”

C: “ Sullo scheletro di paratie e serrette (distanti 160mm anziché i canonici 250mm) , su una chiglia di mogano dallo spessore differenziato (55-108 mm), sono posati 5 strati di lamellare di mogano Sipo da 3 mm, incollate con resina epossidica C 10-10; tra il terzo ed il quarto strato , nelle zone di stress, sono stati applicati rinforzi in fibra di carbonio unidirezionale. La coperta è di teak su due strati di compensato, e la tuga in lamellare, mentre il timone  è in carbonio su anima di compensato, con perno e anima in acciao Aisi 630. La pinna, anch’essa completamente autocostruita, ha l’anima in acciaio Veldox dentro uno scatolato,  con bulbo a scarpone in piombo”.

BdO : “Quanto tempo hai impiegato e quali sono state le fasi critiche?”

C. “ La costruzione dello scafo ha richiesto due anni, mentre alcuni mesi li ho dedicati alla costruzione della pinna e del bulbo. Le fasi più critiche sono state quelle iniziali, quando dovevo programmare la sequenza delle operazioni; poi il momento in cui ho tirato la linea di fede, la costruzione della tuga, e la realizzazione degli interni,  le cui modifiche sono di mia progettazione. Anche la pinna mi ha dato qualche grattacapo. Tuttavia uno dei momenti di maggiore ansia è stato quando abbiamo girato lo scafo, per la realizzazione della coperta; è stato sollevato e capovolto con un sistema che abbiamo ‘inventato’, ma che non era stato mai sperimentato: un piccolo inconveniente e tutto sarebbe andato distrutto!

Ma è andato tutto bene. Infine, un momento di grande pathos è stato quello del varo; non tanto per il significato simbolico che assume il primo varo, quanto per il timore che qualche errore nella realizzazione, nelle distribuzione dei pesi o nelle geometrie, potesse  pregiudicare l’assetto in acqua della barca. Ma Onlywood stava in acqua come nel rendering: perfetta”

BdO: “Direi che ne è valsa veramente la pena”

C “Mi sento di dire di si!”

Nei prossimi numeri Osvaldo Cartei ci illustrerà in dettaglio le fasi salienti della costruzione.


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TERMOCAMERA

Abbiamo investito in una termocamera Raymarine sviluppate dalla Flir con l'intenzione di testarla anche a scopo peritale per:

Verifica laminatied infusione

Controlli cavi elettrici e sala macchina

Controllo motori e serbatoi


Per le prime ispezioni, dove faremo esercizio, il servizio sarà gratuito

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Varo 900 & Foto Aluyacht 480

900  SERIE WOOD  Varato a Salivoli

Il progetto 900 nasce dalla volontà di un modesto armatore che ha abbandonato un gozzo aperto da 7.50m di nostro disegno per ritornare alla vela. Una barca semplicissima, sia da realizzare (per contenere il budget) sia per cercare di avere un oggetto al di fuori delle mode, ovviamente con un uso day sailer, tanto più che non vi è gavone ancora, ma solo una modesta cucina, toilette ed uno spazio per un riposino.

La coperta in teak prevede una tuga a cupola, che nasconde le manovre all’albero e due tasche in carbonio raccolgono le cime. Il pozzetto è aperto con un gavone all’estremità. Vera nota di merito alla costruzione che prevede una serie di ordinate in compensato su cui è stato realizzato e integrato lo scafo con 5 strati di mogano incrociato e rinforzi ad anello in carbonio, interni ed esterni. L’interno prevede quindi le strutture a vista.

A breve i test.

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Al via anche nuove prove per Aluyacht 480 a La Spezia con clienti e giornalisti.


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Minicruiser 650 "Le C."

“Le C.” è un minicruiser di 6 metri e mezzo che nasce dalla volontà di un neo-armatore di avere una barca  davanti alla sua villa sul Lago di Como. Semplicità e stile, per cui una barca facile da costruire che utilizza una prima pelle in legno lamellare, caldo e classico negli interno e un guscio in laminato di vetroresina. Un coperta flush con una tughetta a sbalzo. L’interno non ha funzione abitativa, ma solo lo scopo di grande gavone, poiché la barca viene utilizzata per daysailing.Pozzetto aperto con predisposizione a scomparsa dell’alloggio fuoribordo a specchio, deriva con 300Kg di zavorra per 1.60m d pescaggio e 10 metri di albero per prestazioni anche con venti leggeri e buone medie ai laschi  anche senza jennaker.

 Lh- 6.50m B-2.50m T-1.60m Dils-1000Kg Sup.Vel. 26m2

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TEST & VIDEO

 

Alcuni Test e qualche piccola intervista o "fai da te" per non addetti ai lavori realizzati per THE BOAT SHOW

INTERVISTA

BAVARIA 45-La barca dal miglior rapporto qualità-prezzo e grazie a Farr cammina bene

ELAN 350--Una vera bomba con poco vento, adatta agli amanti dello sport e delle falchetta in acqua

J PROP TEST-Una visita in fabbrica e qualche scambio di informazioni

VELA & VELA-Piccolo tour al Salone di Trieste-L'unico vela 100%

CALZE E PARABORDI

 

 

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SALONE DI GENOVA 2011

Saremo presenti al Salone nei giorni 3-4-5 Ottobre come membri della giuria della Barca dell'Anno per Vela & motore, arrivato ormai alla decima edizione. nei giorni seguenti scopriremo per voi alcune barche su THE BOAT SHOW

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